Ma che ci dobbiamo dire? Contro l'allineamento a tutti i costi

Vincenzo Di Maria

Service design lead, commonground srl

Dove

Auditorium Santa Margherita

Quando

Venerdì 13 ottobre, 16.50

Di cosa parleremo

Nella giungla dei progetti complessi cerchiamo spesso di sopravvivere a giornate di call “back to back”: con i clienti, con i committenti, con i collaboratori, call per spiegare documenti che nessuno ha avuto il tempo di leggere, per rendicontare fatti a chi non era in quella riunione, per fare il punto su cosa poteva andare meglio, motivare i ritardi e spiegare cosa intendiamo fare d’ora in poi per recuperare il tempo perduto. 

In tutte queste situazioni quello che spesso vorremmo fare è metterci al lavoro, perché nel nostro mestiere c’è sì un tempo del dire, ma c’è sopratutto un tempo del fare che ha bisogno di silenzio, momenti di riflessione individuale, sbagli, sperimentazioni, confronti magari brevi ed estemporanei per produrre qualcosa che valga la pena condividere. 

Il punto è che non tutto si può fare insieme, non tutto si può decidere qui e ora, non tutto è sufficientemente significativo da dover essere sempre raccontato e capito, e l’allineamento costante rischia di appiattire gli spunti progettuali, perché non ci lascia tempo per maturare idee e opinioni. E se non abbiamo cose interessanti da dire, di cosa parliamo? Ma allo stesso tempo, se non ci parliamo, come si fa con le necessità del project management di rimanere aggiornati sulle attività del progetto?

In questa talk parto da riflessioni sui diversi modelli di lavoro che ho sperimentato negli anni, lavorando come studio indipendente per clienti di ogni tipo e altre agenzie di design, e su come in commonground cerchiamo di trasformare il concetto di “allineamento” in conversazione e confronto produttivo, lavorando sulla fiducia e sull’autonomia.

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